Giovedì 12 giugno presso il Parco adiacente la Cartiera, è stata inaugurata la panchina in ricordo di Pino Cima, fondatore di Cartiera dell’Adda. La cerimonia si è svolta alla presenza dell’Amministrazione Comunale di Calolziocorte, della figlia Elvira, delle nipoti Lodovica e Chiara, di una piccola delegazione di dipendenti ed ex dipendenti, dei rappresentanti di molte associazioni locali, di don Andrea Pirletti, parroco della frazione del Pascolo e di una delegazione di studenti dell’I.I.S. Rota. La panchina, dono della famiglia alla cittadinanza, fortemente voluta dal Comune e in particolare dall’Assessore Tina Balossi, è stata progettata dall’Architetto Caludio Lopasso. Non un monumento qualsiasi, ma una panchina con la forma particolare di un abbraccio, un elemento non solo decorativo ma utile alla comunità. “… in un tempo in cui siamo tutti abituati a vivere male è così facile spettegolare, criticare, dire che le cose non vanno, ecco, riuscire a trovare dei luoghi di aggregazione in cui ci si trovi per dire ciò che è bello, ciò che è buono, le iniziative belle della gente: questo diventa un luogo di “bene-dizione.” (don Andrea Pirletti).
Il testo scritto da Lodovica Cima, depositato agli atti presso il Comune di Calolziocorte, è stato letto da uno degli studenti dell’Istituto Rota: “Giuseppe Cima, detto Pino, nasce a Bonacina di Lecco il 22 dicembre 1906 da Isidoro Cima ed Elvira Figini. Il padre Isidoro muore improvvisamente nel 1926 e Pino, maggiore di cinque fratelli, anche se non ancora maggiorenne, rinuncia agli studi per affiancare la madre nel gestire la cartiera. Si è appena iscritto al Politecnico di Milano, ma sospende lo studio immediatamente e si impegna a fondo nel lavoro in cartiera, in via Digione a Lecco. Mentre i suoi fratelli continuano a studiare a Milano. È un giovane dal senso pratico e di poche parole. Solo una volta superato il periodo di lutto ed emergenza, riprende gli studi laureandosi in ingegneria meccanica nel 1935. Sta saldamente al fianco della madre e, dopo la pausa forzata dell’attività dovuta alla Seconda guerra mondiale, trasferisce la cartiera Isidoro Cima dal centro di Lecco a Pescarenico, ed è sempre lui, seguito poi dai fratelli a voler espandere l’attività. Sposa Anna Maria Mattarelli e con lei ha tre figli: Giulio (1938), Elvira (1941) e Giovanni (1946-2020). Amante della montagna, grande camminatore e osservatore, conosce a fondo il territorio e sceglie personalmente i terreni di Calolzio Corte per fondare una nuova cartiera, nel 1956. Affiancato in particolare dal fratello Andrea, detto Dino, crea uno stabilimento di avanguardia, dotato di una macchina continua esemplare nella produzione del cartone grigio. La macchina, lunga ben 100 metri, è prima in Italia per larghezza utile nella produzione del rotolo di carta. Viene costruita dalla ditta Carcano di Maslianico che è costretta a modificare i suoi spazi per venire incontro alle richieste tecniche di Pino Cima. Il risultato di questi investimenti è un’azienda tecnologicamente avanzatissima. Sono sempre di Pino le intuizioni, in largo anticipo sui tempi, di utilizzare carta di riciclo come materia prima e di recuperare calore per la produzione di energia elettrica. La sua personalità schiva e silenziosa non lo ha mai portato alla ribalta negli avvenimenti importanti della città e del territorio, ma le sue azioni sono ancora oggi tangibili: figura tra i soci fondatori dell’Unione industriali Lecchesi (1946), del Rotary club Lecco, del Golf Club L’Albenza e tra i grandi sostenitori della Società Canottieri Lecco e della Società Escursionisti Lecchesi. Tutti segnali di attenzione alla vita sociale del territorio. Lo stabilimento di Calolzio, la Cartiera dell’Adda, resta il suo fiore all’occhiello, l’unico di cui parla con grande soddisfazione. Pino Cima si spegne nel marzo del 1975 a soli 69 anni per un infarto. Gli succedono nella gestione delle cartiere i figli Giulio e Giovanni. Oggi la Cartiera di Pescarenico ha lasciato il posto al terzo Ponte di Lecco e la famiglia Cima, negli eredi Giuseppe, Lodovica e Chiara, figli di Giulio, prosegue il progetto imprenditoriale dedicandosi, come un tempo, alla grande passione per la carta con l’acquisto di un’altra cartiera in provincia di Lucca e diverse attività connesse alla lavorazione della carta. Quindi la Cartiera dell’Adda di Calolzio Corte, ad oggi, fa parte del gruppo Paper Board Alliance (PBA), gestito da Giuseppe Cima, nipote di Pino. Tra le cartiere e le attività del gruppo rimane il fiore all’occhiello e conta oltre un centinaio di dipendenti.”































